È stato molto bello lavorare con Budri, perché mi hanno dato tante possibilità per quanto riguarda l’intarsio, per me è stata un’incursione in un campo molto interessante. Queste esperienze mi alimentano... lavorare con il marmo è l’esatto contrario dell’Industrial Design, perché il marmo è un ibrido molto potente, una materia storica, che continua ad essere reinterpretata. Con Budri abbiamo sviluppato un’esperienza molto stimolante perché hanno realizzato cose che per me erano impossibili da fare. Certi disegni che mandavo, pensando, - no questi sono impossibili da realizzare, invece eccoli qui. Questo è meraviglioso.
Patricia Urquiola
Nat(f)use
E’ una sinergia, una fusione tra diversi materiali: le proprietà del vetro, la sua leggerezza e la trasparenza vengono trasferite al marmo, che muta nella sua essenza. Pareti traslucide sulle quali si adagiano in modo irregolare e tridimensionale pezzi, per la precisone sfridi e residui di lastre pretagliate di marmi colorati, intarsiati in cornici modulari, formano il perimetro dello stand.
Il marmo acquista un rapporto inconsueto con l’ambiente che lo circonda, integrandosi con materiali amorfi come il vetro o organici come il legno e le resine.
Forte è la connotazione giapponese riconoscibile nell’uso di pannelli modulari e paravent divisori, tavoli e oggetti bassi.
MARBLELACE / OSSIMORI
Forme geometriche plasticamente modellate trasformano una parete di marmo Bianco di Carrara in una griglia: l’ambiente si scopre attraverso gli spazi che la parete lascia filtrare.
I negativi della parete, progettati in modo mirato, restano integri e possono di conseguenza essere assemblati e utilizzati per comporre delle partizioni: paravent a tre strati, che sinuosamente delimitano lo spazio interno. Centrale, quindi, il tema del reimpiego del materiale residuo dopo il taglio.
La matrice di base, utilizzata per la parete a griglia, genera tre tipologie grafiche, da cui si ricavano i rispettivi negativi.
Sulla parete opposta, il logo Budri, che affiora dalla superficie, è realizzato utilizzando elementi di recupero in marmo Noisette Fleuri. Intorno, la parete è contaminata da segni grafici che, risalendo dal pavimento per sovrapposizione di layer, emergono, creando un passaggio dall’intarsio al rilievo.
L’ambiente tra le due pareti, interamente bianco, è interrotto dalla presenza di un tavolo rettangolare con bordi finemente arrotondati, intarsi e cromie in contrasto.
- Patricia Urquiola -
Dopo il successo di Macrosterias, Patricia Urquiola ci conduce in un mondo nel quale la pesantezza del marmo e delle pietre scompare per lasciare spazio a tessuti leggeri come pizzi.
Così nasce Marblelace, un progetto che possiamo definire “Irregolare eccezionale” ed ecosostenibile.
Infatti l’irregolarità rappresenta il focus attrattivo di Marblelace e nuove strategie di reimpiego creativo dei residui delle lavorazioni, diventano protagonisti di una rinnovata litogenesi artigianale ricca di fantasiosi e ipercromatici intarsi.
Il progetto è composto da Lace, un’ampia parete a traforo in Bianco Carrara (m 8,50x2,40) di elevata complessità tecnica, realizzata con elementi concavi e convessi che danno vita ad una texture con effetto “jalousie”.
All’estremità opposta Marblelace, un’ampia parete ad intarsio (m 9 x 2,70), a tre livelli, realizzata in Bianco Lasa e marmi policromi. Decine sono i piccoli e grandi ricami e pizzi che compongono questo “tessuto”; la sovrapposizione e disposizione degli intarsi è apparentemente casuale, in realtà nasconde un’attenta e accurata scelta delle forme e dei colori che conferiscono alla parete una evidente tridimensionalità.
L’immenso ricamo, a cascata, scivola sul pavimento dove si appoggia, dimenticando qualche pizzo qua e là.
Nel centro, l’ampio tavolo Biscuit (m 2,70 x 0,90 x 0,74) in Bianco Lasa levigato e intarsiato in marmi policromi. Gli intarsi si sovrappongono formando trame di pizzi, un colorato drappo che scende fluidamente lungo la costa del piano. I pizzi a traforo nel marmo bianco confluiscono negli intarasi colorati.
Arrotondati, come un biscotto appunto e divertenti i piedi in massello, che si abbinano al piano.
Le Paravent, pareti modulari e mobili realizzate in Bianco Carrara (m 1,40 x 1) si sovrappongono visivamente e creano un intreccio traforato sorprendente, che evidenzia il piacevole contrasto tra la leggerezza del pizzo e la pesantezza materica del marmo. Una vera provocazione la gabbia in legno grezzo munita di ruote che abbraccia questo tessuto bianco.
Le due panche Fachiro (m 2,20x0,50/1,80x0,40) sono realizzate in Bianco Carrara levigato con piede a massello, a biscotto. Ironica la texture a effetto “pixel” che conferisce alle sedute un aspetto decisamente insolito.
MACROSTERIAS
Dopo il successo di Marbleous Garden, il giardino di pietra, presentato da Interni Design Energies e Marmomacc Verona Fiere, Patricia Urquiola ci conduce, con Macrosterias attraverso un microcosmo digitale-biologico, un ambiente affascinante popolato da geometrie naturali solitamente invisibili, come quelle dei micro organismi vegetali (le micrasterias). Forme grafiche finemente intarsiate emergono grazie anche ai colori stupefacenti delle pietre naturali. Per realizzare questa installazione, sono stati impiegati oltre 30 tipi di marmi e onici, scelti e lavorati con estrema cura compositiva. L’installazione, composta da disegni diversi tra loro, formano un lungo tappeto intarsiato e traforato, una stuoia tropicale. Grazie alla genialità di Patricia Urquiola, Budri ha potuto sbizzarrirsi applicando nuove tecniche produttive, mescolando materiali di diverse nature e sovrapponendo marmi e legni dai toni caldi. Lo scenario è sorprendente; nell’ampio spettro cromatico, prevalgono i colori del marmo come il Verde Bamboo, il Verde Bowenite, l’Onice Verde, il Verde Pakistan, il Verde Ming e molti altri. Gli azzurri variano dall’Azul Macaubas, alla Sodalite, all’Azul Cielo e infine il Palissandro, che fanno da contrasto alla gamma dei rossi come l’Onice Tiger, l’Onice Nuvolato, la Breccia di Vendome e il Diaspro. Ci si muove con leggerezza in questo ambiente, protetto da uno spazio silenzioso e puro realizzato in Marmo Bianco Sivec.
L’occhio è portato a seguire la complessità e l’eleganza di questo tappeto ad intarsio lungo più di 12 metri, che oltre alla pietra presenta piacevoli interazioni con altre materie naturali, come il legno Iroku e l’erba. L’installazione sembra non avere fine, dal pavimento si prosegue sulla parete ed è proprio in verticale che la tridimensionalità di Macrosterias sorprende e incanta: la pietra diventa qui una materia completamente plasmabile, si trasforma in un tessuto lavorato talvolta con effetto trapunta, a volte ad effetto pixel, muta continuamente il suo aspetto. Insetti alati si mescolano a decorazioni floreali, si ha l’impressione di camminare in un Eden caraibico.
Nell’Open Space spicca la gigantesca panca Algae Bench di 40 m2 realizzata con alveari intarsiati in Verde Bowenite, sovrapposti a più livelli.
I due ambienti dello stand sono separati da pareti ad intarsio traforato in Bianco Carrara, membrane osmotiche ad effetto jalousie che mettono in contatto i due spazi espositivi. La metamorfosi della pietra è in continua evoluzione, la materia diventa sempre più ibrida, leggera e flessibile. Ancora una volta il Marble Design suggerisce al mondo del progetto che la pietra naturale ha una storia antica come l’uomo, che è una materia intensa, ricca di sfumature e oggi più che mai, fonte di infinite ispirazioni.
MARBLEOUS GARDEN
Un giardino incantato oversize interpretato da pezzi della collezione Landscape per Rosenthal, dove l’uso di materiali naturali come marmo, pietre e onice giocano insieme tra chiari e scuri, tra luce e ombra, tra bassorilievi e pattern, tra vuoti e pieni. Contornato da un “grilliage”, la composizione è servita al pubblico su un vassoio ricamato, dove l’ospite si trova come “Alice nel paese delle meraviglie” circondato da vasi con diversi decori e dalle enormi dimensioni, tazze rovesciate come sedute, ciotole che ambiscono ad essere vasche. Le raffinatissime texture non sono solo decorazione superficiale, ma diventano una sorta di bassorilievo ispirato all’idea di eleganti virus che invadono la forma: espresse in diverse altezze, concave, convesse o visibili solo attraverso trasparenze. Interpretazione contemporanea, connubio tra tecniche tradizionali di “engraving”e quelle della foratura a controllo numerico. Colori naturali e vegetazione ne animano lo scenario.
Nat(f)use
Design by Patricia Urquiola 2011
Marblelace
Design by Patricia Urquiola 2010
Macrosterias
Design by Patricia Urquiola 2009
Marbleous Garden
Design by Patricia Urquiola 2008
Budri, Marsotto, Testi Fratelli, Grassi Pietre
Vassoio intarsiato realizzato da Budri in Bianco Carrara e erba
Dimensioni: cm 600 x 650
Dimensioni personalizzate su richiesta