Il 2010 è stato proclamato dall'ONU l'Anno Internazionale della Biodiversità. Come, attraverso il suo utilizzo, la pietra inorganica può acquisire un carattere di vita, dalla sua estrazione fino alla scenografia nella quotidianità? Superfici, formati, spessori, colori sono strumenti attraverso i quali la progettualità acquisisce una caratteristica dinamica e mutabile nello spazio e nel tempo. La trasformazione del prodotto estratto in cava, sommata alla genialità dell'essere umano, dona al materiale litoide un segno che comincia dall'opera d'arte e giunge all'uso quotidiano degli oggetti. Lo spazio progettato è articolato attraverso una serie di percorsi che mostrano la diversità dell'uso della pietra nello spazio da abitare.
Luca Rossi
Il canneto di questa installazione, realizzato da Budri in Crema Avorio levigato, è composto da 92 canne di altezze diverse che variano dai 2,70 ai 3,10 m. Il materiale è pesante ma il ridotto diametro, appena 8 cm, conferisce all'insieme un aspetto leggero e arioso. I singoli pezzi che formano la canna sono uniti tra loro con l'innovativa tecnica ad avvvitamento; il punto di giuntura diventa così la strozzatura della canna. Il canneto si innalza così dall'acqua creando molteplici giochi di luce riflessa. Il pavimento in taglio circolare nella zona open space dello stand, realizzato sempre da Budri, con Grigio Bardiglio, Grigio Carnico, Bianco Carrara, Bianco Sivec, Grigio Savoia, che è in finitura lucida, contrasta con gli oggetti di arredo realizzati da Il Casone.
Litodiversità
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