Patricia Urquiola ci conduce, con Macrosterias attraverso un microcosmo digitale-biologico, un ambiente affascinante popolato da geometrie naturali solitamente invisibili, come quelle dei micro organismi vegetali (le micrasterias). Forme grafiche finemente intarsiate emergono grazie anche ai colori stupefacenti delle pietre naturali. Per realizzare questa installazione, sono stati impiegati oltre 30 tipi di marmi e onici, scelti e lavorati con estrema cura compositiva. L’installazione, composta da disegni diversi tra loro, formano un lungo tappeto intarsiato e traforato, una stuoia tropicale. Grazie alla genialità di Patricia Urquiola, Budri ha potuto sbizzarrirsi applicando nuove tecniche produttive, mescolando materiali di diverse nature e sovrapponendo marmi e legni dai toni caldi. Lo scenario è sorprendente; nell’ampio spettro cromatico, prevalgono i colori del marmo come il Verde Bamboo, il Verde Bowenite, l’Onice Verde, il Verde Pakistan, il Verde Ming e molti altri. Gli azzurri variano dall’Azul Macaubas, alla Sodalite, all’Azul Cielo e infine il Palissandro, che fanno da contrasto alla gamma dei rossi come l’Onice Tiger, l’Onice Nuvolato, la Breccia di Vendome e il Diaspro. Ci si muove con leggerezza in questo ambiente, protetto da uno spazio silenzioso e puro realizzato in Marmo Bianco Sivec.
L’occhio è portato a seguire la complessità e l’eleganza di questo tappeto ad intarsio lungo più di 12 metri, che oltre alla pietra presenta piacevoli interazioni con altre materie naturali, come il legno Iroku e l’erba. L’installazione sembra non avere fine, dal pavimento si prosegue sulla parete ed è proprio in verticale che la tridimensionalità di Macrosterias sorprende e incanta: la pietra diventa qui una materia completamente plasmabile, si trasforma in un tessuto lavorato talvolta con effetto trapunta, a volte ad effetto pixel, muta continuamente il suo aspetto. Insetti alati si mescolano a decorazioni floreali, si ha l’impressione di camminare in un Eden caraibico.
Nell’Open Space spicca la gigantesca panca Algae Bench di 40 m2 realizzata con alveari intarsiati in Verde Bowenite, sovrapposti a più livelli.
I due ambienti dello stand sono separati da pareti ad intarsio traforato in Bianco Carrara, membrane osmotiche ad effetto jalousie che mettono in contatto i due spazi espositivi. La metamorfosi della pietra è in continua evoluzione, la materia diventa sempre più ibrida, leggera e flessibile. Ancora una volta il Marble Design suggerisce al mondo del progetto che la pietra naturale ha una storia antica come l’uomo, che è una materia intensa, ricca di sfumature e oggi più che mai, fonte di infinite ispirazioni.